Un uomo pacifico
Era in pace con se stesso e in pace con gli altri.
Era in pace con la vita e in pace con la morte.
Qualunque cosa facesse, ovunque andasse e chiunque incontrasse, cercava sempre la pace.
Non litigava mai con nessuno, perché ripudiava il litigio come la cattiveria, il rancore e l'odio.
Quando subiva un sopruso, una violenza o qualcosa di simile, non reagiva, ma si recava dalle persone che avevano il compito di punire tali comportamenti.
Non si ricordava più l'ultima volta in cui aveva alzato le mani contro qualcuno, perché era passato tanto e tanto tempo da allora.
Si accorse, però, che questi comportamenti "pacifici", gli avevano trasmesso una indifferenza totale verso tutto e verso tutti.
Non gli importava più nulla di se stesso come degli altri.
Non gli importava più nulla di vivere come di morire.
Qualunque azione non lo coinvolgeva per nulla; qualsiasi luogo vedesse non lo interessava affatto; qualsiasi persona incontrasse non gli suscitava alcuna emozione.
Anche quando subiva un torto, una violenza o uno sgarbo, rimaneva completamente indifferente.
La pace interiore lo aveva portato al di fuori della vita, in uno stato di apatia cronica.
In pratica era già morto prima di morire.
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