Senigallia, luglio 1979
Disteso sul divano della sala da pranzo, mentre guardavo distrattamente il telegiornale, senza un motivo specifico, ho fatto un nuovo, breve ma intenso tuffo nel passato. Ho pensato ad una vacanza estiva del 1979. Era di luglio, quando coi miei genitori ci recammo a Senigallia, per trascorrere nella casa dei nonni paterni una settimana di villeggiatura al mare. Io in quell'anno ero un tredicenne solitario; in verità non proprio solitario: avevo una sola amica, che non lasciavo praticamente mai per quasi l'intera giornata, e anche di notte, finché ero sveglio; non era una ragazzina, bensì una radiolina che mi fu regalata da mia madre qualche messe prima. Grazie ad essa, potevo sintonizzarmi con le cosiddette "radio libere", ed ascoltare le canzonette, che in quel preciso periodo della mia vita mi appassionavano in modo a dir poco ossessivo. Insomma, tramite quel piccolo apparecchio di color nero, trascorrevo i giorni ad ascoltare canzoni, che per la maggior parte erano quelle più richieste e più vendute. Allora i brani musicali più in voga si potevano ascoltare in diversi modi; era facile, per esempio, trovare all'interno di locali come i bar, un juke-box; c'erano poi i negozi di dischi e musicassette, dove andavano a ruba soprattutto i 45 giri; c'erano in fine le stazioni radiofoniche, che trasmettevano musica leggera per tutto il giorno (e anche la notte); si potrebbero poi aggiungere vari spettacoli televisivi, compresi i varietà, che ospitavano molti cantanti, soprattutto coloro che avevano appena inciso un nuovo disco. Ricordo che, perfino in spiaggia, era possibile ascoltare un'emittente radiofonica che trasmetteva musica esclusivamente per i villeggianti. Insomma, a me non importava nulla della vacanza al mare (i periodi passati in spiaggia, quasi attaccati agli altri vacanzieri, non li ricordo affatto), e non vedevo l'ora di tornare in casa dei nonni, per potermi distendere sul letto della mia camera ed ascoltare le amate canzoni di quell'estate. Arrivai addirittura a scriverle su dei quaderni, creando delle classifiche tutte inventate, personalissime, basate esclusivamente sui miei gusti. E poi la sera, quando i miei genitori uscivano a passeggiare sul lungomare della cittadina marchigiana, io restavo sul balcone, in compagnia dei nonni; vedevo da lontano il passaggio della gente e, nello stesso tempo, continuavo ad ascoltare - a volume non troppo alto - le canzoni dell'estate. Per il resto, come dicevo, mi rimane in mente ben poco, a parte la solita, straordinaria ospitalità dei nonni, e un paio di ragazze dell'hotel prospiciente la casa dove risiedevamo, che avevano l'abitudine di sostare sul balcone in bikini...
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