C'era una volta un pianeta
C'era una volta un pianeta eccezionale. Questo pianeta non aveva nome, perché nessuno poteva darglielo. La sua eccezionalità risiedeva nel fatto che fosse popolato da esseri viventi: vegetali e animali. Le creature che lo occupavano vivevano secondo leggi non scritte, che comunque, spietate e selvagge che fossero, non compromettevano la presenza della vita su questo luogo dell'universo che non aveva simili.
Un giorno, sulla faccia del pianeta vivente, fece la comparsa un essere dall'intelligenza superiore, che si definì "Uomo". L'Uomo, a differenza degli altri esseri, poteva parlare, e così diede dei nomi a tutte le cose - animate o inanimate che fossero - del pianeta in cui improvvisamente si trovava a vivere. Ma, purtroppo, non si limitò a chiamare per nome ciò che vedeva intorno a sé; il suo istintivo egoismo lo portò ad utilizzare a suo vantaggio tutto ciò che trovava, animali e piante compresi. Però questo comportamento sciagurato, inizialmente non provocò danni di particolare importanza - se non si considerano importanti le scomparse di alcune specie animali - e il pianeta vivente continuò ad esistere senza particolari problemi. Ma l'Uomo, sempre più ingordo, incapace di accontentarsi e indifferente alla vita degli altri esseri viventi, cominciò, col tempo, a compromettere l'equilibrio naturale e vitale del pianeta; subirono dei danni irreversibili gli elementi essenziali per la vita, che, col passare degli anni, mostrarono in modo evidente un'alterazione tutt'altro che trascurabile; così si presentarono, in modalità sempre più visibili, eventi climatici, atmosferici, geologici e idrogeologici che mai si erano verificati prima. Ma l'Uomo, incapace di tornare indietro, sempre più vorace e sempre più arrogante, volle ignorare questi allarmanti segnali.
Ora, siamo giunti ad un punto di non ritorno. Probabilmente - se non sicuramente - ogni sforzo per riparare i troppi danni fatti all'ecosistema del pianeta, all'aria, all'acqua e alla terra, è diventato inutile. L'Uomo ha continuato a seguire la strada della dissolutezza e della distruzione, e se ne è altamente fregato delle sue nuove generazioni che, innocenti e inconsapevoli, pagheranno a carissimo prezzo la noncuranza dei loro predecessori. Il pianeta vivente ora è seriamente malato e sta morendo a causa dell'Uomo. L'intelligenza di questo essere "superiore" - sulla quale non si può discutere - non ha prevalso nella sua storia. Hanno prevalso invece altri elementi che gli appartengono, e, purtroppo, sono tutti negativi. Non so quando accadrà, ma è certo che per colpa dell'Uomo, questo pianeta eccezionale perderà anzitempo ciò che lo rendeva tale: perderà la Vita.
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