Due viaggiatori
Il signor B e il signor T si trovarono insieme, nello scompartimento di un treno. Entrambi viaggiavano verso la medesima meta: una città del nord. Inizialmente, i due non si parlarono; il signor B, dopo aver aperto un libro, cominciò a leggere; il signor T invece, subito dopo la partenza del treno si mise a guardare fuori dal finestrino il paesaggio che cambiava in continuazione. Dopo circa un'ora di silenzio, fu il signor T a dire qualcosa per primo, chiedendo all'altro che ora fosse; quest'ultimo sbirciò il suo orologio e rispose:
- Sono le 9 e 40.
- Grazie - Disse allora il signor T, riprendendo a guardare fuori dal finestrino.
Passò un'altra mezz'ora, poi, di nuovo, il signor T si rivolse al suo compagno di viaggio dicendo:
- Per caso sa quante fermate fa questo treno?
Il signor B rispose:
- Credo una ventina, ma non ne sono certo.
- Grazie - Di nuovo il signor T gli disse, e riprese a guardare fuori dal finestrino.
Trascorse un altro quarto d'ora, poi il signor T di nuovo fece una domanda, dicendo:
- Scusi se faccio il curioso, ma lei dove è diretto?
Il signor B. sbuffò, poi disse: - Posso farle io una domanda?
- Certo - rispose l'altro.
- Vorrei sapere perché è interessato alla destinazione finale del mio viaggio.
- Mah, volevo saperlo… non lo so perché.
- Appunto, la sua è una curiosità gratuita e senza una motivazione: quindi sia gentile, mi lasci in pace.
- Scusi, mica le ho chiesto chissà cosa, se non me lo vuole dire non fa niente.
- Va bene, chiudiamo qui la conversazione - disse il signor B, e riprese la lettura del suo libro.
Quando ormai sembrava definitivamente ammutolito, il signor T ancora una volta ebbe l'ardire d'importunare l'altro viaggiatore, chiedendogli:
- Scusi, sa qual è la prossima fermata?
Ma il signor B alzò appena gli occhi dal libro e lo guardò appena, quindi ricominciò a leggere senza degnarlo di una minima risposta.
Il signor T a questo punto si stizzì, e, alzando la voce gli disse:
- Scusi, mi sente? Le ho fatto una domanda!
Il signor B non ebbe alcuna reazione, continuando imperterrito a leggere.
Il signor T borbottava quasi sottovoce parole di irritazione, e non riusciva più a sopportare la presenza di quell'uomo nello scompartimento.
Decise di andare via da lì: si alzò, prese la sua valigia e si diresse fuori velocemente sbattendo, una volta uscito, la porta.
Per il resto del viaggio, sia l'uno che l'altro furono soli in diversi scompartimenti del treno; il primo rimase tranquillo e beato fino all'arrivo, mentre il secondo, continuò per tutto il resto del tragitto a guardare fuori dal finestrino, borbottando sottovoce parole di stizza verso chi - secondo una sua personale valutazione - lo aveva umiliato.
Alla stazione d'arrivo, mentre stavano uscendo dal treno i loro occhi s'incontrarono di nuovo per un istante.
Da quel momento in poi non s'incontrarono più, ma ognuno si ricordò per molti anni dell'altro, e non fu certamente un bel ricordo.
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