La solitudine di Alberto

 Alberto, da una decina di anni ormai, vive solo, nella sua vecchia casa. Unico animaletto che gli fa un po' di compagnia è un canarino, che ha comperato per ascoltarne il canto melodioso; e l'animaletto certamente lo accontenta, cantando quasi tutti i giorni, soprattutto al mattino. Ma è pur vero che Alberto raramente si trova in casa quando il suo uccellino canta; dalle otto del mattino, infatti, lavora in un ufficio, e rimane lì fino alle prime ore pomeridiane. Anche nell'ambiente di lavoro, si può ben dire che sia solo, visto che i colleghi difficilmente scambiano delle parole con lui, anche perché Alberto non si dimostra così disponibile a fare delle chiacchiere e, questo è sicuro, non ha alcun amico in quel luogo, dove soggiorna soltanto per portare a casa uno stipendio e per fare qualcosa. Non ha mai fatto carriera, non essendo capace di sgomitare e di digrignare i denti; oltretutto non conosce o non sa adottare quei comportamenti tipici degli opportunisti e dei ruffiani, che nel nostro paese spesso sono necessari per chi vuole ottenere risultati importanti. Allora si accontenta di svolgere le solite mansioni, e comunque, si è guadagnato la stima dei superiori, poiché la voglia di lavorare certamente non gli manca. La sua giornata, ormai da moltissimi anni, si è ridotta a poche cose: dopo aver svolto il suo lavoro quotidiano, torna nella sua abitazione e non esce più per il resto del giorno, tranne nelle occasioni rare in cui ha degli obblighi che non può declinare. In casa, spesso, si abbandona ai ricordi con un rimpianto incommensurabile. Delle volte, per far sì che questi ultimi riaffiorino, si aiuta guardando delle vecchie foto o ascoltando delle musiche ormai datate, ma comunque capaci di far riaffiorare in lui dei momenti felici. Come già detto, vive in completa solitudine da circa un decennio, ovvero dal momento in cui si è separato dalla sua compagna. Non ha voluto più cercare un'altra donna, sebbene non sia così vecchio, e si è isolato sempre di più, creandosi un mondo tutto suo, dove sopravvive nutrendosi del passato. Quando pensa al futuro, una specie di avvilimento lo sovrasta, e in quei momenti vorrebbe morire; ma non è capace di suicidarsi, forse per vigliaccheria, o perché l'istinto di sopravvivenza è in lui ancora prevalente. Più che altro, spera di morire durante il sonno: s'immagina di coricarsi alla sera, e non svegliarsi più al mattino seguente. Quando pensa alle persone care della sua vita, quasi sempre gli salgono le lacrime agli occhi, perché si fa sovrastare dalla commozione. Soltanto i libri e la musica lo aiutano, in qualche modo, ad allontanare momentaneamente pensieri tristi e melanconici. Quando riesce ad immergersi in una lettura, può dimenticarsi di tutto, e solo in quei precisi istanti gli è possibile anche ritrovare un entusiasmo imprevisto, un nuovo motivo per continuare a vivere. Sì, non sono poi molti i motivi per andare avanti, e tutte le speranze di una vita migliore sono ormai scomparse; rimangono delle piccole distrazioni e qualche ridicola soddisfazione. Teme di ammalarsi seriamente e di non potere più badare a sé stesso; ma questo timore non lo porta a prevenire una possibile situazione complicata; così, simili pensieri gli causano soltanto una preoccupazione sotterranea, che lo abbatte ancora di più. Evoca il sonno: unico periodo in cui può abbandonarsi al nulla, e quando sogna, rivede sempre le persone care; la cosa che conta di più, per lui, è il ritrovarle vive, malgrado nel sogno si renda conto che la loro presenza sia fittizia. Il tempo, a volte gli sembra che passi troppo lentamente, ma, in altri momenti, ha l'impressione che voli via come il vento.

Ed eccolo lì, Alberto, accomodatosi sul suo divano che guarda un film alla TV, con lo sguardo un po' assente e un po' triste... Chissà se sta seguendo la vicenda del film, o, magari, è ancora una volta immerso nei suoi inutili pensieri.

All'improvviso Alberto capta una voce misteriosa, che potrebbe essere la voce della sua anima, e che gli dice: «Su, Alberto, concentrati sul film oppure apri un libro, ma non pensarci troppo, ché la vita non si risolve coi pensieri, quindi cerca di far passare il resto dei tuoi giorni nel miglior modo possibile».   

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