Domeniche in dicembre

 In questo periodo dell'anno spesso mi succede di ricordare i tempi lontani, quando stavo vivendo una fase esistenziale intermedia, tra la fine dell'infanzia e l'inizio dell'adolescenza. Allora, la domenica mattina ovviamente non andavo a scuola, ma avevo il dovere di frequentare un corso di catechismo, necessario per poi ricevere il sacramento della Cresima. Quindi, ogni mattino del settimo giorno della settimana uscivo di casa per recarmi presso la chiesa di Sant'Aurea, che si trova al centro della frazione dove vivevo e tutt'ora vivo. Prima dell'inizio del corso catechistico, era obbligo partecipare alla messa domenicale prevista per le 9. In particolare ricordo ancora piuttosto bene le mattine di domenica che precedevano le feste natalizie, perché quello era un periodo dell'anno che gradivo più degli altri: vivevo intensamente l'attesa del Natale, perché a quei tempi era ancora una festa importantissima per me; anche nella mia casa, così come in quella dei miei parenti più stretti, si viveva quest'attesa in modo molto sentito e partecipato. Dopo la messa, che in verità per me era un rito noioso e nulla più, le lezioni di catechismo erano una occasione per incontrare alcuni amici di Ostia Antica; tra questi ve ne erano alcuni che già non frequentavo quasi più per svariati motivi. Finito il catechismo, arrivava il momento più bello della giornata: mi precipitavo, correndo, verso l'unica edicola presente nei dintorni, per acquistare uno o più giornalini dei supereroi della Marvel Comics (l'Uomo Ragno, i Fantastici 4, Capitan America, Thor ecc.); quindi, un po' correndo e un po' camminando a passo svelto, mi dirigevo verso la casa dei miei genitori, che allora si trovava in un vicolo cieco. Appena tornato mi affrettavo immediatamente a sfogliare i nuovi giornalini, decisamente emozionato ed entusiasta per quelle nuove avventure fantastiche che avrei letto con calma nel pomeriggio. A volte, prima di tornare a casa, facevo un passaggio veloce dai miei nonni, la cui abitazione era a poca distanza dalla chiesa. In genere mi trattenevo per poco tempo, ed era difficile che andassi via dalla loro casa senza che mi avessero donato qualcosa da mangiare: dolci o frutti di stagione. La domenica però pranzavo sempre a casa dei miei genitori, verso le ore 13. Il pomeriggio lo dedicavo alla lettura dei miei fumetti preferiti e allo svolgimento dei compiti assegnatimi dai professori delle scuole medie inferiori, che frequentavo a quel tempo presso l'Istituto Scolastico Arturo Fanelli (si trovava e tutt'ora si trova proprio ad Ostia Antica). Nel primo pomeriggio, puntualmente, arrivava la nonna, accompagnata in auto dal nonno che poi si recava ad un terreno di Dragona, dove doveva svolgere lavori impellenti, inerenti la cura delle piante da lui stesso coltivate per hobby. La nonna e la mamma rimanevano per l'intero pomeriggio nel salone, a guardare la Tv e a chiacchierare; mio padre invece si appartava per ascoltare alla radio la trasmissione sportiva intitolata "Tutto il calcio minuto per minuto". Prima che calasse la sera mio nonno era di ritorno per prelevare la nonna, non prima però di essersi trattenuto un'ora circa, e aver bevuto un caffè. Alcune domeniche, venivano a farci visita anche altri parenti: zii e zie che abitavano non lontani da noi. La domenica si concludeva sempre con la cena e un po' di televisione serale. Intanto il Natale era sempre più vicino, ed io non vedevo l'ora che giungesse.

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