Lettera scritta pochi giorni prima del Natale

 Amore, mancano ormai pochi giorni all'arrivo del Natale, ed oggi devo confessarti una mia insistente tristezza, che non vuole andarsene malgrado i miei sforzi. E' nata dal pensiero di questa festa che ormai da tempo non ha più alcun significato per me e, credo, nemmeno per te. Ricordi? ieri pomeriggio siamo usciti insieme, e ci siamo incamminati nelle illuminate vie del centro, a guardare le vetrine. Sì, vi erano esposte tante belle cose, circondate dai soliti addobbi natalizi, che a me, adesso, procurano soltanto un certo fastidio. Hai visto quanta gente c'era, che come noi è uscita ed ha calcato le stesse vie, ha osservato le stesse vetrine degli stessi negozi? Però, se allungavi l'occhio all'interno degli esercizi commerciali, notavi pochissime persone; segno evidente che la crisi qui da noi perdura, al di là di ciò che vogliono far credere i giornali o i politici. E anche noi, Amore, ci siamo limitati a guardare dall'esterno queste sfarzose vetrine, e a fare commenti sulla bellezza o sulla convenienza delle merci che vi erano esposte. Poi ci siamo seduti intorno ad un tavolino di un bar, e abbiamo bevuto il nostro caffè; quindi siamo tornati ognuno alla sua casa. Ed ora, che è passato soltanto un giorno dal nostro ultimo incontro, sento il bisogno di scriverti per farti sapere quanto mi manchi, Amore, e quanta tristezza mi dà il pensare alle imminenti feste. Sì, è vero: saremo insieme il giorno di Natale; io fra qualche giorno comprerò un regalo per te e tu farai lo stesso - ma certamente con più entusiasmo e partecipazione -; quindi, il 25 dicembre sarà l'occasione per scambiarsi i doni, abbracciarsi, baciarsi e augurarsi buon Natale. Certo, sarà di nuovo bello, ma fino a un certo punto. Poiché, Amore, sai bene che gli oggetti in quei piccoli pacchi infiocchettati sono le solite, inutili, insignificanti cose che ci regaliamo da anni, e che fra un anno non ricorderemo nemmeno più di esserci regalati; poiché tu sai bene, Amore, che i regali autentici, bellissimi e indimenticabili, li ricevono soltanto i bambini. Eppure, come ti ripeto, saremo lì, a celebrare questo rito che oramai non ha più senso né valore: che santifica solamente il consumismo più sfrenato. Sicuramente tu non penserai al vero significato del Natale, alla festa religiosa; non ci recheremo in chiesa ad assistere alla messa di Natale, e anche se lo facessimo, non proveremmo quell'emozione vera e sincera, che prova soltanto chi possiede una fede. Ma alla fine che c'importa, Amore, noi saremo insieme, ci faremo compagnia e anche questo Natale trascorrerà serenamente, e scomparirà, vicino a te, questa tristezza che oggi mi attanaglia. Poi arriverà il Capodanno, e infine l'Epifania... E allora cominceremo il nostro nuovo anno con ottimismo e speranza. Scriverti queste povere parole mi ha già sollevato: ora avverto di meno la malinconia. Spero che tu le abbia gradite e non ti siano sembrate noiose. 

A presto, Amore.

10.12.2018

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