Il sogno della casa trasformata

 Dopo tanto tempo, ho fatto un altro sogno che mi è rimasto impresso nella mente. Tornavo nella mia casa, ma non so da dove venissi, e neppure se fosse mattino, pomeriggio, sera o notte. Fatto sta che, quando sono arrivato di fronte alla mia abitazione mi sono accorto che non c'era più la porta principale e non c'erano nemmeno le finestre: la facciata della casa era stata murata completamente, e non era più rossa ma bianca; inoltre non esisteva più il piccolo spazio adibito a giardino, ed era scomparso anche il cancello: le mura della casa si trovavano sul bordo della strada. Allibito e spaventato, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di chiamare per telefono mio padre, pensando che stesse all'interno della nostra abitazione; non ho pensato affatto che fosse morto da quasi diciannove anni, e neppure mi spiego il motivo per cui non mi è passato per il cervello di contattare mia madre anziché lui; mi sono chiesto poi quale fosse il numero di telefono di mio padre, dubitando fortemente che ne avesse mai avuto uno. Quindi, inspiegabilmente e improvvisamente, mi sono ritrovato all'interno della casa, e precisamente nel salone; ho cercato immediatamente di osservare bene tutto quello che c'era intorno a me, per rendermi conto se fosse veramente il salone della mia casa; con sollievo ho rintracciato alcuni elementi consueti, ma essi in realtà non appartenevano al salone della casa dove ora vivo, bensì a quello di un appartamento in cui trascorsi l'intera infanzia e gran parte dell'adolescenza. Poi ho deciso di andare a vedere il resto della casa, e ho aperto la porta della camera da letto dei miei genitori; non la riconobbi affatto: era completamente diversa, certamente più bella e spaziosa, ricca di mobilia e di oggetti che non sono mai comparsi nella camera reale. Uscito da lì, sono andato in un'altra stanza, ma non so di preciso se fosse la mia; anche questa mi è sembrata completamente diversa da tutte le stanze delle case dove ho vissuto. Subito dopo ho cominciato a dubitare di ciò che mi stava accadendo - probabilmente perché mi stavo svegliando - e ho compreso finalmente che si trattava soltanto di uno strano sogno.

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